
"UN BAR STRANO, TRA RICICLO E VITTORIANO"
"UN BAR STRANO, TRA RICICLO E VITTORIANO"
"UN BAR STRANO, TRA RICICLO E VITTORIANO"


AD UN CERTO PUNTO DEVI RALLENTARE
Gli esseri umani sono mammiferi superintelligenti in costante evoluzione.
Ma restano comunque mammiferi.
Sono attratti dalla complessità, dal progresso, da tutto ciò che accelera e stimola.
Ma come in ogni eccesso, arriva un punto in cui diventa necessario rallentare.
La vedo un po' come un tiramisù: perfetto, irresistibile.
Ma se esageri, il corpo si appesantisce ed iniziano i fastidi.
Serve più semplicità, più equilibrio, più naturalezza.
Da questa riflessione nasce EMILY.
Un passaggio netto:
dallo stile vittoriano, fumoso e meccanico di EDISON
a un linguaggio più leggero, organico e floreale.
Dalle ciminiere dell’Inghilterra industriale
ai giardini fioriti, leggeri e rilassati della Francia inizio 900'


DALLA MATIÈRE ALLA PERMANENZA
Emily nasce dal recupero: materiali di scarto, porte, finestre e oggetti dimenticati tornano a vivere con una nuova funzione.
Al centro dello spazio c'è lui, l’albero, elemento guida e immagine iconica del locale.
Non è decorazione, ma struttura visiva: organizza lo spazio e costruisce identità.
Lo stesso principio vive nel logo, dove l’orso marsicano e le radici raccontano appartenenza e territorio.
Tutto è pensato per generare comfort e permanenza.
Un ambiente che rallenta, abbassa il ritmo e invita a restare.
Anche la proposta segue questa logica:
drink e food semplici, riconoscibili, coerenti.


NON È PASSATO INOSSERVATO
Una delle mie più grandi soddisfazioni è stata vincere un importante premio grazie a Emily nel 2020: ELLE Decor, prestigiosa rivista di architettura e design, organizzò un contest insieme al Design Institute Marangoni Milano, chiamato “UNSUSTAINABLE”, con l’obiettivo di promuovere un nuovo approccio alla creatività responsabile tra i giovani designer.
Vinsi appunto questo contest presentando il mio lavoro su EMILY, sviluppando un progetto intitolato (RE)USE YOUR BRAIN.
EMILY è stata inoltre la location scelta per il secondo capitolo della serie di cortometraggi “SPECTERS”, realizzati per la campagna “LET ME BE CLEAR”.
La realizzazione del posto è stata anche oggetto di un’intervista pubblicata su “Drink In”, importante piattaforma digitale irlandese nel settore hospitality.
NON È PASSATO INOSSERVATO
Una delle mie più grandi soddisfazioni è stata vincere un importante premio grazie a Emily nel 2020: ELLE Decor, prestigiosa rivista di architettura e design, organizzò un contest insieme al Design Institute Marangoni Milano, chiamato “UNSUSTAINABLE”, con l’obiettivo di promuovere un nuovo approccio alla creatività responsabile tra i giovani designer.
Vinsi appunto questo contest presentando il mio lavoro su EMILY, sviluppando un progetto intitolato (RE)USE YOUR BRAIN.
EMILY è stata inoltre la location scelta per il secondo capitolo della serie di cortometraggi “SPECTERS”, realizzati per la campagna “LET ME BE CLEAR”.
La realizzazione del posto è stata anche oggetto di un’intervista pubblicata su “Drink In”, importante piattaforma digitale irlandese nel settore hospitality.


AD UN CERTO PUNTO DEVI RALLENTARE
Gli esseri umani sono mammiferi superintelligenti in costante evoluzione.
Ma restano comunque mammiferi.
Sono attratti dalla complessità, dal progresso, da tutto ciò che accelera e stimola.
Ma come in ogni eccesso, arriva un punto in cui diventa necessario rallentare.
La vedo un po' come un tiramisù: perfetto, irresistibile.
Ma se esageri, il corpo si appesantisce ed iniziano i fastidi.
Serve più semplicità, più equilibrio, più naturalezza.
Da questa riflessione nasce EMILY.
Un passaggio netto:
dallo stile vittoriano, fumoso e meccanico di EDISON
a un linguaggio più leggero, organico e floreale.
Dalle ciminiere dell’Inghilterra industriale
ai giardini fioriti, leggeri e rilassati della Francia inizio 900'


DALLA MATIÈRE ALLA PERMANENZA
Emily nasce dal recupero: materiali di scarto, porte, finestre e oggetti dimenticati tornano a vivere con una nuova funzione.
Al centro dello spazio c'è lui, l’albero, elemento guida e immagine iconica del locale.
Non è decorazione, ma struttura visiva: organizza lo spazio e costruisce identità.
Lo stesso principio vive nel logo, dove l’orso marsicano e le radici raccontano appartenenza e territorio.
Tutto è pensato per generare comfort e permanenza.
Un ambiente che rallenta, abbassa il ritmo e invita a restare.
Anche la proposta segue questa logica:
drink e food semplici, riconoscibili, coerenti.



AD UN CERTO PUNTO DEVI RALLENTARE
Gli esseri umani sono mammiferi superintelligenti in costante evoluzione.
Ma restano comunque mammiferi.
Sono attratti dalla complessità, dal progresso, da tutto ciò che accelera e stimola.
Ma come in ogni eccesso, arriva un punto in cui diventa necessario rallentare.
La vedo un po' come un tiramisù: perfetto, irresistibile.
Ma se esageri, il corpo si appesantisce ed iniziano i fastidi.
Serve più semplicità, più equilibrio, più naturalezza.
Da questa riflessione nasce EMILY.
Un passaggio netto:
dallo stile vittoriano, fumoso e meccanico di EDISON
a un linguaggio più leggero, organico e floreale.
Dalle ciminiere dell’Inghilterra industriale
ai giardini fioriti, leggeri e rilassati della Francia inizio 900'
DALLA MATIÈRE ALLA PERMANENZA
Emily nasce dal recupero: materiali di scarto, porte, finestre e oggetti dimenticati tornano a vivere con una nuova funzione.
Al centro dello spazio c'è lui, l’albero, elemento guida e immagine iconica del locale.
Non è decorazione, ma struttura visiva: organizza lo spazio e costruisce identità.
Lo stesso principio vive nel logo, dove l’orso marsicano e le radici raccontano appartenenza e territorio.
Tutto è pensato per generare comfort e permanenza.
Un ambiente che rallenta, abbassa il ritmo e invita a restare.
Anche la proposta segue questa logica:
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Vinsi appunto questo contest presentando il mio lavoro su EMILY, sviluppando un progetto intitolato (RE)USE YOUR BRAIN.
EMILY è stata inoltre la location scelta per il secondo capitolo della serie di cortometraggi “SPECTERS”, realizzati per la campagna “LET ME BE CLEAR”.
La realizzazione del posto è stata anche oggetto di un’intervista pubblicata su “Drink In”, importante piattaforma digitale irlandese nel settore hospitality.





















































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Hai un'idea in mente?
Che tu stia aprendo un nuovo locale o voglia migliorare le performance del tuo bar, ti aiutiamo ad aumentare marginalità, ottimizzare il menu ed il design per costruire un’identità forte che faccia crescere davvero il tuo progetto!
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